Il Consiglio di Stato decapita i vertici della Cassazione: “Vizio motivazionale” nelle nomine di Curzio e Cassano da parte del Csm

Il Consiglio di Stato ha annullato le due delibere del Consiglio superiore della magistratura – datate 15 luglio 2020 – con cui Pietro Curzio e Margherita Cassano sono stati nominati rispettivamente primo presidente e presidente aggiunto della Corte di Cassazione. Un nuovo terremoto sui vertici giudiziari italiani dopo la bocciatura della nomina di Michele Prestipino a procuratore di Roma. Il collegio di palazzo Spada ha riformato le precedenti sentenze del Tar che avevano respinto i ricorsi di Angelo Spirito, presidente della terza Sezione civile della Cassazione e concorrente sconfitto a entrambi gli incarichi direttivi. La nomina di Cassano – si legge – “risulta affetta da grave vizio motivazionale in relazione alla valutazione espressa sugli indicatori specifici” con cui il Csm ha giustificato la scelta, mentre quella di Curzio esprime un giudizio “manifestamente irragionevole e difettosamente motivato” in relazione agli stessi indicatori.

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