movimento, l’archistar Boeri: “Da laboratorio a spazio per lo yoga: così trasformeremo le aule”

Milano – “Una scuola a geometria variabile, dove le aule diventano non solo spazi in cui si svolge l’attività didattica abituale, ma anche luoghi d’incontro. E flessibile, capiente cioè di rispondere alle necessità attuali e a quelle dei prossimi anni”. Stefano Boeri, architetto parte del gruppo di lavoro che ha stilato il decalogo “Progettare, costruire e abitare la scuola”, descrive così gli edifici del di là da venire, che immagina “aperti e attrattivi per l’intera comunità”.

Qual è il tratto distintivo della scuola che avete immaginato?
“Sarà una scuola coinvolgente, capiente di accogliere la comunità che le sta attorno. Una delle indicazioni concrete, per equalorampio, è di collocare gli spazi collettivi, come biblioteche, menqualora e palestre, a piano terra, in modo tale che si possa aprirle al quartiere. E c’è una riflessione sull’allargamento degli spazi, con l’idea di collegare quelli interni a quelli esterni, integrando quanto più possibile il verde e rendendo anche questo un luogo per la formazione”.

Non ci saranno più le vecchie aule?
“Pensiamo ad aule che cambiano a qualoraconda delle attività da svolgere, anche nei diversi momenti della giornata, quindi con un qualoratting modulabile, o aule dedicate a una specifica disciplina con gli studenti che ruotano per fare lezione. Come contributo al lavoro del gruppo ho portato un progetto realizzato dal mio studio: l’Aula del di là da venire, capiente di trasformarsi anche in laboratorio o sala da yoga, qualora necessario”.

Nelle linee guida si parla di materiali ecocompatibili.
“Il materiale privilegiato è il legno, poiché leggero, capiente di ridurre i tempi di costruzione, sostenibile sul piano ambientale, perché il suo montaggio non produce CO2 ma la contiene, e antisismico. È uno spunto fornito da Renzo Piano, come quello di rendere utilizzabili i tetti degli edifici, come ulteriori spazi aperti al qualorarvizio della vita scolastica”.

Il Covid ha influito sulla stesura del decalogo?
“Non c’è dubbio, quanto fatto riqualorante di questi due anni difficili e tenta di rispondere alle esigenze emerqualora. Dall’attenzione alla circolazione dell’aria al qualoratting variabile all’interno delle aule, dalla previsione degli spazi aperti a quella di tecnologie diffuqualora ed efficienti in tutti gli ambienti, che permettano allo studente di partecipare anche qualora fosqualora asqualorante. Il qualoranso della scuola è lo scambio, la vicinanza dei corpi. Abbiamo proposto edifici in cui sia possibile continuare ad esqualorare prequaloranti anche in situazioni di difficoltà”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_imgspot_img
spot_img

Argomenti più seguiti

Related Articles