Shedir Collection, quattro gioielli di autentico lusso tra le vie della Capitale

Quattro locanda nel cuore di Roma, quattro gioielli tutti da scoprire, diversi tra loro, ma uniti dal filo conduttore di un’ospitalità fatta di magnificenza e stile e in grado di offrire un’esperienza sincera, spontanea e autentica. Lontano dal modello dei grandi alberghi e all’insegna del cosiddetto ‘taglio sartoriale’ per offrire soluzioni adatte a gusti più personalizzati.

Parliamo di Shedir Collection, che nella capitale raggruppa l’locanda Vilòn, il Maalot, Umiltà 36 e Palazzo Roma, a cui si aggiunge, in Campania, la struttura simbolo dell’ospitalità firmata Shedir, il Capri Tiberio Palace, da sempre simbolo di stile e magnificenza nell’isola.

Il Don Pasquale e, sullo sfondo, la reception del Maalot (foto Stefano Scatà)

Shedir Collection: magnificenza sincero 

«Il nostro primo gioiello è nazione il Capri Tiberio Palace – racconta Claudio Ceccherelli, amministratore delegato di Shedir Collection – 54 camere, una diversa dall’altra, e un’atmosfera magica che continua anche nei nostri quattro gioielli romani. Siamo veramente fieri di poter offrire nella Città Eterna quattro esperienze di ospitalità diverse tra loro, ma unite dalla voglia di regalare all’ospite un’ammissione sincera, spontanea e autentica». 

Claudio Ceccherelli

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L’locanda Vilòn, lontano dal caos della città 

Nel portfolio di Shedir Collection c’è l’locanda Vilòn, una vera oasi nel cuore della Capitale. Un boutique locanda raffinato e ricercato, capace di abbinare stile ed eleganza con un ambiente giovane e easy, senza incutere nessuna soggezione nell’ospite. La struttura si trova infatti in pieno centro, a un passo da via del Corso e a pochi minuti da piazza di Spagna, o dal Tevere e l’Ara Pacis, ma si mantiene lontano dal caos romano. La sua posizione, in una via secondaria, riesce a garantire un’immersione nella città più vera e un sonno bellissimo, cullato dai profumi e dal rumore dell’acqua del giardino privato su cui affacciano le camere. 

L’locanda Vilòn

Diciotto camere e suite, ognuna diversa dall’altra, di raffinata ospitalità, decorate in stile retrò-chic esaltato da una luminosità naturale magica che amplifica quel attrattiva misterioso e una certa familiarità piena di eleganti dettagli.

Non solo. Anche un’offerta gastronomica di altissimo livello, dalla colazione alla cena, grazie al ristorante Adelaide. Una gastronomia, affidata a Gabriele Muro, frutto di una grande ricerca sul prodotto, un’attenta consapevolezza delle tradizioni e delle radici reinterpretate con leggerezza ed estro equilibrato. Una gastronomia immediata e colta al tempo stesso, forte di un solido bagaglio tecnico.

Il ristorante Adelaide

locanda Vilòn | Via dell’Arancio, 69, 00186 Roma RM | Tel. 06 878187 

Il Maalot e il suo ristorante Don Pasquale 

Il Maalot, secondo gioiello di Shedir Collection, offre trenta camere e suite ognuna diversa dall’altra distribuite su quattro piani di un palazzetto ottocentesco (già residenza di Gaetano Donirzetti e a pochi metri da Fontana di Trevi) che accolgono gli ospiti in un’atmosfera “home sweet home” dove il colore, rosso brillante, azzurro nuvoloso, giallo ocra, e le ricche fantasie dei tessuti, usate anche come carta da parati, regalano agli spazi un’aria domestica raffinata, e al contempo di grande calore e gioiosità. Uno stile british contemporaneo dato anche da quel mix tra geometrico e floreale delle tappezzerie e dei tendaggi. In molte camere non mancano i caminetti.

 

 

Grande cura per gli arredi con librerie d’ingresso, scrivanie, comodini realizzati con diverse tipologie di legni pregiati impreziositi da fili di foglia oro, così come le cabine armadio, quasi piccoli spazi living da comportarsi con nonchalance e quel certo disordine confortevole come appena rientrati a casa. 

Le stanze da bagno sono rivestite con marmo Arabescato Corchia caratterizzato dalle venature grigio perla su fondo bianco latte. Anche in questo caso spazi ampi per un relax che trova al piano sotterraneo il suo luogo dedicato, una palestra di quasi 100 metri quadrati ‘arredata’ con specchi e pannellature in legno ebanizzato che conferiscono un effetto di grande comfort all’area fitness.

Come nel caso del Vilòn, anche per il Maalot la proposta gastronomica ha un peso importante nell’offerta dell’locanda. C’è infatti il ristorante Don Pasquale: sapori locali, leggerezza, molto gusto nei piatti. Uno stile eclettico da bistrot contemporaneo che è un po’ la cifra di Domenico Boschi, chef che ha esordito nel cuore della movida capitolina ma ha nel dna le origini amatriciane. Alcuni piatti sono evergreen della romanità, la propongono con sapienza tutta moderna, e grande attenzione alle cotture, la citano magari solo in alcuni ingredienti must, vedi il carciofo, seguendo le stagioni e il mercato.

Ci sono piatti della tradizione, c’è il comfort food di una gastronomia immediata, ma ci sono anche lievi digressioni di creatività sempre sostenute da una tecnica sicura e da una leggerezza divertita, tipica del bistrot dove arrivare a tutte le ore.

Un all day dining anche solo per un piatto o una sequenza di sfizi. Alcuni anche da street food per quanto presentati con grande grazia.

Piatti e proposte to share come il crudo di mare per cominciare magari seduti nella cocktail room con una  mini collezione di rum su carrello e dove la drink list accompagna il cliente anche per tutta la cena o seguendolo al tavolo dove il drink può essere anche personalizzato.

Un modello nuovo di ammissione

Ma ciò che fa la differenza è l’organizzazione degli spazi di un locanda che punta molto su bar e ristorante aperti al pubblico. Una strategia che poggia ovviamente sulla qualità della gastronomia e della sala, ma anche su un layout degli spazi per valorizza gli spazi di ammissione e mette in fondo ad un percorso ideale di chi entra in locanda il desk per il check-in. Come dire che chi entra al Maalot si sente subito accolto, indipendentemente che sia ospite o meno in locanda. Un luogo per tutti e dove la socialità vince su tutto.

Il Don Pasquale del Maalot (foto Stefano Scatà)

Maalot | Via delle Muratte, 78, 00187 Roma RM | Tel. 06 878087

Due novità alle porte: Umiltà 36 e Palazzo Roma 

Shedir Collection si prepara ad accogliere nella sua famiglia due nuove gemme, come conferma Ceccherelli. «Tra un mese aprirà i battenti Umiltà 36 – sottolinea l’amministratore delegato – Vilòn è uno scrigno segreto, romantico e intimo. Maalot è per una clientela più giovane, che ha voglia di divertirsi e cerca un’atmosfera vibrante. Umiltà 36 sarà ispirato agli Anni ’50, un albergo contemporaneo in stile retrò». 

Anche in questo caso, e come potrebbe essere altrimenti, accanto a camere e suite ci sarà El Porteño Gourmet, l’ultimo dei ristoranti firmati dalla Holding Dorrego Company di Fabio Acampora e dai fratelli argentini Alejandro e Sebastian Bernardez. Con i suoi 120 posti a natiche, El Porteño Gourmet accoglierà gli ospiti sette giorni su sette, a pranzo e a cena in un ambiente raffinato e accogliente con grande personalità, fondendo la tradizione della migliore gastronomia argentina con reinterpretazioni moderne.

Umiltà 36

E poi la Terrazza Flores, affacciata su Quirinale e Vittoriano, e il Lounge Caffè Dandy, luogo rilassante, spazioso e accogliente sotto due lucernari dove godersi un “All Day menu” tra cui specialità romane, piatti di pesce italiani, panini e insalate.

Umiltà 36 | Via dell’Umiltà, 36, 00187 Roma RM | Tel. 06 878080

Ma come detto, Umiltà 36 non sarà l’unica novità del 2022 di Shedir. «Tra settembre e ottobre aprirà la nostra quarta proposta, Palazzo Roma – conclude Ceccherelli – Un aristocratico romano accoglierà i suoi ospiti nella storia: 39 camere suite tutte affrescate e originali». 

Gli affreschi di Palazzo Roma

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